Quando l’elettore diventa tifoso….. perde la politica e ci rimettono i cittadini!

Accade sempre più speso che gli elettori di un partito o movimento difendano a spada tratta i loro eletti, che siano politici o amministratori, diventando di fatto dei loro tifosi.

Dovrebbe essere inutile stare qui a specificare la differenza tra il tifoso è l’elettore ma a quanto pare credo sia necessario ribadire che il tifoso le scelte le deve subire perché le società sportive sono proprietà privata e chi le guida deve rispondere solo al proprietario, l’eletto invece, che sia politico, amministratore o volontario, deve rispondere a chi lo elegge.

Se questo è, diventa facile capire la pericolosità del processo che porta l’elettore a diventare tifoso, perché se la vittoria di una squadra porta a delle soddisfazioni effimere e a dei sani sfottò verso i tifosi avversari senza incidere sul benessere di nessuno, l’operato degli eletti modifica nel bene e nel male la vita reale di ciascuno di noi.

All’elettore militante sta venendo meno la coscienza critica di porsi quelle domande necessarie per verificare la bontà dell’operato dei propri “eletti” e spesso lo trovi a postare fatti ed eventi di altre realtà che manifestano problemi ben più gravi di quelli presenti nelle loro realtà.

Ci sarebbe da chiedere a chi giova e se è più corretto fare paragoni con chi amministra peggio o mirare ad eguagliare le amministrazioni che conseguono risultati migliori e più soddisfacenti delle necessità comuni.

Il guaio di questi ultimi anni in politica come nella vita di tutti i giorni è proprio il paragone che si fa verso il basso, è diventato molto più comodo avere come esempio chi sta peggio di noi, ci fa sentire migliori, ci da un senso di realizzazione che purtroppo ha avuto una controindicazione devastante….. ci ha portato sul fondo e da qualche anno lo stiamo anche raschiando, non per ricavare materiale utile alla risalita ma per scendere ancora più giù.

Fatte queste piccole premesse, volgiamo lo sguardo alla nostra comunità e a tutti quelli che oggi si comportano da tifosi ai quali chiedo:

  1. Ci è di aiuto fare paragoni con chi sta peggio di noi?
  2. Vi sta bene lo stato in cui versa il paese, dal cimitero alla viabilità passando per le strutture sportive e alla mancanza di supporto nei confronti delle attività commerciali al dettaglio?
  3. Non credete che sarebbe più funzionale anche come stimolo a fare meglio per l’amministrazione attuale avere come termine di paragone quelle realtà dove le cose funzionano meglio?

Non venitemi a dire che quelli di prima erano peggio perché proprio per questo cambiano le amministrazioni, se quelli di prima fossero stati bravi probabilmente ci starebbero ancora, quelli attuali hanno vinto non perché avevano dimostrato qualcosa in passato, semplicemente perché si sono presentati come migliori, lo dimostrassero!.

Chiariamoci, amministrare non è mai semplice, quello che vorrei è non vedere l’elettore trasformarsi in tifoso ma assurgere al proprio ruolo, ovvero, quello di cittadino che delega altri a rappresentarlo e rimanere libero di poter analizzare con serenità e onestà l’operato di chi ha delegato, senza paura di ammettere l’errore in caso di giudizio negativo o magari rinnovando la fiducia in caso di giudizio positivo.

In altre parole vorrei che l’elettore resti tale e non diventi tifoso.

Mimmo Pignataro

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